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Euroleader e il territorio
Il rapporto con il nostro territorio è sempre più stretto. Ce ne accorgiamo mano a mano che proseguiamo il nostro lavoro. E' stato difficile costruire un rapporto di fiducia sul territorio: spesso le iniziative dell'Unione Europea, di cui noi siamo il tramite forse più vicino alla popolazione, sono difficili da capire, vengono vissute come lontane.
La nostra soddisfazione è alta quando riusciamo invece a portare un'iniziativa finanziata dall'Unione europea ben dentro la vita della nostra gente di montagna, quando soprattutto riusciamo a inidividuare attività ed azioni che vengono percepite come utili dai nostri beneficiari e che sono in grado di creare un link tra territorio, ambiente ed attività locali.
Apre questo ampio forum strettamente connesso al tema dello sviluppo locale l'intervento del dott. Roberto Chiesa, consulente del GAL.
Daniele Petris - Presidente di Euroleader
Educazione ambientale come educazione alla sostenibilità
Nell’ultimo decennio, l’educazione ambientale (EA) ha assunto la natura di educazione alla sostenibilità.
Con il termine sostenibilità si intende la capacità di una società e di un’economia di convivere in armonia con la finitezza delle risorse e, in questo quadro, di garantire ora e in futuro una vita degna e un aumento delle libertà a tutti gli appartenenti alla comunità umana. Come conseguenza, il campo d’interesse dell’EA (e del concetto stesso di ambiente) si è esteso dalla natura alle relazioni tra questa e i soggetti, le regole e le istituzioni che determinano contemporaneamente qualità dell’ambiente e benessere. L’attenzione si è spostata dalla protezione “difensiva” della natura alla costruzione delle condizioni che possono garantire una società sostenibile.
L’evoluzione dell’EA in strumento per formare alla sostenibilità non ne ha solo mutato ed ampliato gli obiettivi, ma ne ha cambiato radicalmente l’approccio. Nell’ambito scolastico, l’EA si è trasformata da integrazione, marginale e un po’ clandestina, delle tradizionali materie a percorso didattico che si alimenta delle competenze scientifiche - ma anche di quelle storiche e umanistiche in genere – e le rilegge, mettendo in relazione gli specifici apporti disciplinari. Portando questa conoscenza a confrontarsi con la realtà, l’EA rende esplicite le relazioni tra economia, società ed ambiente, tra locale e globale, tra analisi ed azione, tra gli interessi e i comportamenti individuali e quelli collettivi ed offre strumenti per indagare ed affrontare la complessità e per costruire i possibili cammini verso una società sostenibile.
Educare alla sostenibilità significa quindi formare persone capaci di una visione sistemica, ossia capaci di comprendere la complessità delle relazioni esistenti e per questo attente ai diritti degli altri, al benessere sociale, consapevoli dei limiti ambientali, ma allo stesso tempo permeate dal senso dell’evoluzione e, quindi, aperte al cambiamento e all’innovazione. Competenze di lettura della realtà e di risposta preventiva, che aumentano la resilienza sociale, ossia l’attitudine della comunità a far fronte alle difficoltà esterne e a costruirsi un futuro sostenibile.In questa veste, l’EA costituisce un rafforzamento della funzione primaria dell’educazione, processo che forma le nuove generazioni a mettersi in relazione positiva con il mondo, ad affrontare le sfide individuali e collettive della vita nel ventunesimo secolo, partecipando alla costruzione di futuri possibili e positivi come alternativa al pessimismo paralizzante e all’indifferenza consumistica. In particolare nelle aree definite svantaggiate, significa formare persone capaci di progettare ed attivare un’economia in equilibrio con le propri e risorse e una societàcapace di futuro, superando il senso d’impotenza e di dipendenza.
Per leggere l'intervento completo vai alla pagina http://www.euroleader.fvg.it/approfondimenti/documenti_euroleader
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