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Il territorio e l'ambiente

Il comprensorio carnico è costituito da un territorio di elevato pregio ambientale-naturalistico, ancora in buona parte integro, scarsamente antropizzato e connotato da una notevolissima riserva di biodiversità.

Il paesaggio

Da un punto di vista geografico, il comprensorio può essere suddiviso in 4 sub-aree, definite dalle tre vallate principali e dalla Conca Tolmezzina.
Val Tagliamento: la valle comincia a Forni di Sopra, dove nasce il Tagliamento, e finisce a Tolmezzo, comprendendo i Comuni di Ampezzo, Enemonzo, Forni di Sotto, Forni di Sopra, Lauco, Preone, Raveo, Sauris, Socchieve, Villa Santina.
Val Degano: è attraversata dall'omonimo torrente, che nasce a Forni Avoltri per confluire nel Tagliamento tra il territorio dei Comuni di Enemonzo e Villa Santina. Comprende i Comuni di Comeglians, Forni Avoltri, Ovaro, Prato Carnico, Rigolato.
Valle del But-Chiarsò: dominata dal massiccio del Monte Sernio, questa valle conduce in Carinzia (Austria), attraverso il passo di Monte Croce Carnico (m. 1360). Comprende i Comuni di Arta Terme, Cercivento, Ligosullo, Paluzza, Paularo, Ravascletto, Sutrio, Treppo Carnico, Zuglio.
Conca Tolmezzina: attraversata dal fiume Tagliamento, è racchiusa tra il monte Amariana (1905 m), il monte Verzegnis (1914 m) ed il San Simeone (1220 m). Comprende i Comuni di Amaro, Cavazzo Carnico, Tolmezzo, Verzegnis.

Il clima

Gli aspetti climatici relativi al comprensorio carnico risultano fortemente influenzati dall’altitudine, dall’esposizione, dall’orientamento delle catene delle Prealpi e Alpi Carniche, dall’appartenenza ai bacini fluviali e dalla conformazione delle valli. Le valli carniche si diramano tanto longitudinalmente (But, Chiarsò e Degano) che trasversalmente (Tagliamento, Pesarina, Lumiei e Valcalda) e presentano caratteristiche estremamente peculiari. In generale, procedendo verso nord e, addentrandosi nelle valli, si ritrovano maggiori escursioni termiche annuali e diurne e le temperature medie diminuiscono.
Le caratteristiche climatiche concorrono a determinare una situazione di svantaggio per le attività antropiche, peculiare della montagna friulana. Le precipitazioni abbondanti sono "mal distribuite" nell'arco delle stagioni, con piogge in eccesso nelle stagioni intermedie e d’estate. Tale regime pluviometrico, che condiziona negativamente l'agricoltura ed il turismo estivo, è spesso insufficiente a garantire un costante innevamento nella stagione invernale. Il clima - insieme all’aspetto morfologico - incide sullo sviluppo della vegetazione e, di conseguenza, delle condizioni produttive nel settore primario, che risentono di un drastico abbassamento delle soglie altimetriche oltre le quali risulta problematica l'attività agricola. Tali effetti hanno un impatto negativo sulle caratteristiche produttive ed insediative nella parte più in quota del comprensorio.

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