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La società

L’andamento demografico

Complessivamente, la Carnia ha perso negli ultimi cinquant’anni quasi la metà della popolazione residente e conta, al 2007, poco meno di 40 mila abitanti. Si è assistito ad una generalizzata erosione della popolazione nelle realtà più periferiche e decentrate e una sostanziale tenuta delle località di fondo valle. L’immagine dello “scivolamento a fondovalle” della popolazione carnica, pur ancora in parte valida, non sembra descrivere adeguatamente le dinamiche in atto nell’ultimo periodo. La situazione risulta più sfumata, con alcune realtà centrali che non guadagnano popolazione, ed altre, periferiche, che registrano evoluzioni positive (in particolare Sauris e Ligosullo). Inoltre, in taluni casi, comuni limitrofi (ad esempio Treppo Carnico e Ligosullo) evidenziano evoluzioni piuttosto differenti nel periodo considerato.
Per quanto riguarda, infine, la densità abitativa, il comprensorio carnico registra, al 2005, una densità media di appena 32,63 abitanti per kmq (a fronte di un dato complessivo regionale intorno ai 154 abitanti/kmq).
In estrema sintesi, emerge come in Carnia persista, seppur attenuato rispetto ai decenni precedenti, un processo di declino demografico (attestato su circa 200 residenti per anno), ed invecchiamento della popolazione, destinati a causare, inevitabilmente, già nel breve-medio termine, una crescente pressione sui servizi di assistenza socio-sanitaria, e, più in generale, a mettere pesantemente in discussione l’auto-sostenibilità sociale ed economica del territorio carnico.
Le strutture demografiche di un’ampia parte del comprensorio carnico (spesso assai compromesse sul piano della distribuzione della popolazione per classi d'età) e le dinamiche in atto (bassa natalità accompagnata ad un progressivo aumento della durata media della vita), portano a ritenere che, per invertire i fenomeni di abbandono delle località più periferiche e marginali, non sia più sufficiente la difesa dell'esistente. Il saldo naturale di tali realtà risulta infatti in costante deficit e tale processo è destinato ad accentuarsi in assenza di elementi di rottura: nello specifico, in assenza di dinamiche positive del saldo migratorio assai più robuste di quelle registrate nell’ultimo periodo.
Va considerato come alcune peculiari condizioni di contesto rendano la prospettiva di un'inversione dei fenomeni in atto più complicata che per le aree non montane; per esempio in Carnia l’effetto della leva immigratoria quale strumento di riequilibrio della struttura demografica è modesto, soprattutto per la minore capacità attrattiva di cui dispone il comprensorio verso chi è alla ricerca di lavoro e di opportunità di crescita professionale. Per questo, accanto a iniziative finalizzate a stabilizzare la popolazione ancora presente (con particolare riferimento ai giovani, alle giovani coppie ed alla popolazione presente nelle realtà marginali) è fondamentale un impegno ad attrarre dall’esterno nuovi residenti, offrendo loro un contesto territoriale in grado di competere, anche in termini di servizi ed occasioni di realizzazione, con le altre realtà rurali della regione.

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